Triplozero Dallagiovanna: licenza d'impastare al Pasta Trend

Al Pasta Trend di Bologna in scena la globalizzazione alimentare secondo Dallagiovanna.

Il nuovo millennio si è aperto con il desiderio di abbattere i confini: geografici, umani, sociali, politici. Sono state condotte lotte e ci si è schierati, dalla parte della globalizzazione o da quella della salvaguardia delle proprie caratteristiche territoriali.

Al Pasta Trend di Bologna, il Molino Dallagiovanna e il Maestro Pastaio Raimondo Mendolia, “chef estremo” di paste e sughi hanno dimostrato che si può andare oltre le divisioni ideologiche, almeno quando si parla di pasta.

Il mondo dell’alimentare, in realtà, dopo i primi scossoni già aveva saputo autoregolarsi autonomamente, integrando ricette di ciò che era „diverso” con quello che da sempre è stato „tradizione”.

Un’integrazione ben dimostrata dal Molino, nelle sue degustazioni di abbinamenti insoliti, dove la bandiera emiliana di tortelli, tagliatelle, cappelletti ha sventolato insieme a quella dei migliori prodotti territoriali di ogni regione italiana.

Ecco allora i cappelletti ai frutti di bosco ripieni di speck e formaggio ubriaco a celebrare il Trentino, i suoi boschi e le sue malghe; quelli “alla siciliana”, con pasta all’arancia ripiena di melanzane e ricotta di pecora e i ravioli in sfoglia di rucola ripieni di quartirolo e salame lombardo. Non sono mancate le rivisitazioni di primi piatti tradizionali, come i pansoti in sfoglia di pesto ripieni di fagiolini, patate e ricotta – particolarmente cari allo Chef Mendolia, di origini liguri – né gli abbinamenti curiosi, come la sorpresa dei tortelloni ripieni di risotto al tartufo, omaggio alle Marche.

Protagonista delle degustazioni, la punta di diamante della linea Far Pasta Dallagiovanna, La Triplozero, una farina molto pura e bianchissima, in grado di esaltare il colore dell’uovo e ideale per pasta fresca, anche ripiena, grazie alla sua perfetta idratazione durante l’impasto.

Il successo di pubblico e stampa ha mostrato che le eccellenze alimentari delle varie regioni non hanno perso le proprie peculiarità una volta immesse nel melting pot, anzi, ne sono uscite rafforzate nell’identità culturale, pronte ad unirsi con altre culture e a creare nuove simbiosi di gusto, adattandosi alle preferenze e ai prodotti locali di chi li lavora e consuma..

Questa, per noi, è la globalizzazione.