La nostra storia

Placentia floret

Piacenza - Incisione in rameE' una terra generosa quella piacentina; ricca di frutti, idee e progetti che hanno fatto della nostra economia una realtà tra molti primati.

"Placentia floret" era il motto impresso su alcune monete risalenti al XVI secolo, ad indicare la fiorente attività agricola che proiettava questa città nell'Olimpo alimentare moderno.

Solo nell'Ottocento, però, l'eccellenza cominciò a fondersi con la più avanzata tecnologia industriale, permettendo ai più intrepidi uomini di trasformarsi in imprenditori, capaci di scrivere la storia di Piacenza.

Come la famiglia Dallagiovanna che, grazie alla caparbietà del suo trisavolo, ha saputo valorizzare al meglio le tradizioni di una terra ricca di cereali, mulini ed acqua.

Il molino

L'attività del Molino Dallagiovanna inizia nel 1832, con l'acquisto di un mulino a pietra e si sviluppa nei successivi due secoli grazie ad un ammodernamento continuo, nel rispetto dell’eccellenze della tradizione molitoria.

Dopo l’installazione di un primo mulino a cilindri nel 1949, ne segue un secondo nel 1960 e poi un terzo, nel 1975, fino ad arrivare all’ultramoderno Bühler installato nel 2001.

Una storia che continua fino ai giorni nostri, attraverso quasi duecento anni di profonde trasformazioni, e che vede un progressivo aumento della produzione, sempre nell’etica di una macinazione lenta e rispettosa delle qualità organolettiche dei chicchi.

Grazie ad un'elevata computerizzazione e al costante aiuto di Pierluigi, Sergio e Andrea e dei figli, nuova generazione di imprenditori-pionieri, oggi la realtà fondata dalla Famiglia Dallagiovanna continua, nella contemporaneità, quel giusto equilibrio fra tradizione, innovazione e rispetto per l'ambiente.

Nel 2015, Molino Dallagiovanna si arricchisce di una nuova sezione: all’interno 25 silos per lo stoccaggio farine e il nuovo impianto Bühler, che permette di miscelare 23 farine da grani macinati in purezza, garantendo maggior qualità e farine sempre più specifiche per i singoli settori dell’Arte Bianca. Nella nuova area, inoltre, avverrà tutta la movimentazione delle miscele, ora solo ad aria e non più tramite coclee. In questo modo si eviterà il ristagno e la formazioni d’insetti e si otterranno prodotti più sicuri, soprattutto dal punto di vista igienico.