La Triplozero: licenza d'impastare... globale

La linea Far Pasta Dallagiovanna e il Maestro Mendolia dimostrano che locale e globale non si escludono in cucina, ma si aprono a nuove esplorazioni di gusto.

Il nuovo millennio si è aperto con il desiderio di abbattere i confini: geografici, umani, sociali. Sono state condotte lotte e ci si è schierati, dalla parte della globalizzazione o da quella della salvaguardia delle unicità territoriali.

Di ritorno dal Pasta Trend, il CIBUS e il Siab, dove hanno stupito e deliziato i palati con la serie di degustazioni a tema “Licenza d’impastare nelle Regioni italiane”, Molino Dallagiovanna e il Maestro Pastaio Raimondo Mendolia, “chef estremo” di paste e sughi, hanno dimostrato che si può andare oltre le divisioni ideologiche, almeno quando si parla di pasta.
La bandiera emiliana di tortelli, tagliatelle, cappelletti ha sventolato in madrepatria e a Verona, insieme a quella dei migliori prodotti territoriali di ogni regione italiana, in un programma che ha coinvolto tutto lo Stivale.

Protagonista delle degustazioni e punta di diamante della linea Far Pasta Dallagiovanna, La Triplozero, ottenuta da una macinazione particolare di grani d’alta qualità ed una bagnatura omogenea dei chicchi, grazie all’antica arte del lavaggio del grano, che il Molino Dallagiovanna non ha abbandonato per ragioni di costo, ritenendola fondamentale per una molitura di qualità. Farina bianchissima (sotto lo 0.30 di ceneri) in grado, perciò, di esaltare il colore giallo della pasta all’uovo, mantiene un’idratazione ottimale durante la lavorazione, rendendola ideale nella produzione di pasta fresca, anche ripiena La sfoglia ottenuta sarà infatti morbida, elastica e vellutata; non seccherà, garantendo giunzioni perfette e allo stesso tempo velocità e tenuta di cottura.

Ecco allora i cappelletti ai frutti di bosco ripieni di speck e formaggio ubriaco a celebrare il Trentino; i fagottini al cannonau ripieni di agnello, mirto e fiore sardo, i ravioli al frascati ripieni di guanciale e pecorino romano. La sorpresa degli scrigni di pasta ripieni di risotto al tartufo, omaggio alle Marche.
Il grande successo di pubblico e stampa ha dimostrato che le eccellenze alimentari delle varie regioni non hanno perduto le proprie peculiarità una volta immesse nel melting pot, anzi, ne sono uscite rafforzate nell’identità culturale, pronte ad unirsi con altre culture e a creare nuove simbiosi di gusto, adattandosi alle preferenze e ai prodotti locali di chi li lavora e consuma.

Questa, per noi, è la globalizzazione.